BDA & Partners ancora tra i 100 Best in Class 2026: intervista a Maurizio Actis e Manuela Avetta

BDA & Partners torna tra i 100 Best in Class, il riconoscimento promosso da Euroconference e TeamSystem che valorizza le eccellenze italiane nel mondo dei commercialisti e dei consulenti del lavoro. Per lo Studio, selezionato nel 2026 nella categoria Innovazione e Digitalizzazione, si tratta di una nuova conferma all’interno di un percorso già segnato da precedenti attestazioni.

Un risultato che racconta non soltanto la crescita di una realtà professionale radicata sul territorio, ma anche la sua capacità di evolvere, investire in competenze, tecnologia, Cloud e Intelligenza Artificiale, mantenendo al centro il rapporto con l’imprenditore e la qualità della consulenza.

A raccontare il significato del premio e la visione dello Studio sono Maurizio Actis e Manuela Avetta, due figure chiave di BDA & Partners, in un’intervista che guarda al presente e al futuro della professione: dalla digitalizzazione alla fiscalità internazionale, dalla crisi d’impresa al passaggio generazionale, fino al nuovo ruolo del consulente come partner strategico dell’impresa.

Il valore del riconoscimento 100 Best in Class

Dottor Actis, Dottoressa Avetta, BDA & Partners è stato nuovamente inserito tra i 100 Best in Class. Che valore ha per voi questo riconoscimento?

«Ha un valore immenso perché premia il lavoro, la passione e la dedizione di tutto il team di BDA & Partners. Essere selezionati da Euroconference e TeamSystem tra le 100 eccellenze italiane, in particolare nella categoria Innovazione e Digitalizzazione, è la dimostrazione che la direzione intrapresa è quella corretta. Non è solo un premio allo Studio, ma è un valore che trasferiamo direttamente ai nostri clienti ogni giorno».

È un premio che arriva ancora una volta. Lo vivete più come un traguardo o come una conferma del percorso costruito negli anni?

«Senza dubbio come una forte conferma. Eravamo già stati selezionati nel 2021 e nel 2022, e ritrovarci qui nel 2026 significa che non si è trattato di un exploit isolato, ma del risultato di un progetto di crescita sostenibile e coerente. Al tempo stesso, per noi non esistono veri traguardi definitivi: ogni riconoscimento è una nuova linea di partenza per alzare ulteriormente l’asticella della qualità».

Questo riconoscimento si inserisce in una continuità di premi e attestazioni ricevute negli ultimi anni. Quanto conta, per voi, essere riconosciuti con costanza e non solo in una singola occasione?

«La costanza è tutto. Nel nostro settore l’estemporaneità rischia di essere figlia del momento; la continuità, invece, è sinonimo di affidabilità e solidità. Essere riconosciuti stabilmente nel tempo attesta che BDA & Partners sa evolversi di pari passo con il mercato, mantenendo standard di eccellenza costanti anche in contesti economici complessi e mutabili».

Cosa significa, per uno Studio professionale, essere riconosciuto tra le eccellenze italiane del settore?

«Significa assumersi una grande responsabilità nei confronti del tessuto imprenditoriale. Essere considerati un’eccellenza ci impone di essere un punto di riferimento, di tracciare la strada e di dimostrare come la figura del professionista sia profondamente cambiata: non più un mero esecutore di adempimenti, ma un partner strategico cruciale per la competitività del Paese».

Innovazione, competenze e radici territoriali

Quali sono gli elementi che, secondo voi, hanno permesso a BDA & Partners di distinguersi in un contesto così competitivo?

«Crediamo che la chiave sia stata la capacità di anticipare i tempi. Abbiamo investito massicciamente in tecnologia, Cloud e Intelligenza Artificiale quando molti ne parlavano solo a livello teorico. Questo, unito a una fortissima specializzazione delle competenze interne e a un approccio sartoriale al cliente, ci ha permesso di fare la differenza in un mercato altrimenti fortemente standardizzato».

Negli anni BDA & Partners è cresciuto mantenendo radici forti sul territorio e uno sguardo sempre più nazionale e internazionale. Come si tiene insieme questa doppia identità?

«Il territorio è la nostra linfa: le imprese locali rappresentano la spina dorsale dell’economia e noi siamo nati per supportarle. Oggi, però, il mercato non ha confini. Teniamo insieme queste due anime applicando competenze di livello globale, in materia di fiscalità internazionale, M&A o finanza straordinaria, alle esigenze specifiche della media impresa italiana, aiutandola a competere ovunque nel mondo senza perdere la propria identità».

Forbes ha raccontato BDA & Partners come uno Studio capace di interpretare la consulenza in modo strategico, non solo tecnico. È questa la direzione del commercialista moderno?

«Assolutamente sì, ed è una transizione irreversibile. La componente puramente tecnica e di compliance è fondamentale, ma oggi viene ottimizzata e resa fluida dalla digitalizzazione. Il vero valore aggiunto del commercialista moderno risiede nella capacità di sedersi al tavolo con l’imprenditore per pianificare il futuro, analizzare i rischi, valutare scenari predittivi e co-progettare la strategia aziendale».

Oggi l’imprenditore cosa chiede davvero al proprio consulente?

«L’imprenditore non cerca più un semplice contabile. Chiede una guida, un partner di fiducia che sappia ascoltare, che comprenda le dinamiche del business e che sia proattivo. Chiede risposte rapide a problemi complessi, ma soprattutto chiede una visione chiara e anticipatoria per navigare l’incertezza dei mercati».

La consulenza aziendale nell’era digitale

Quanto è cambiato il vostro lavoro rispetto a qualche anno fa, tra digitalizzazione, nuove normative, fiscalità internazionale e maggiore complessità aziendale?

«Il cambiamento è stato radicale ed epocale. La complessità normativa e la globalizzazione dei mercati hanno reso impossibile l’approccio generalista. Oggi il nostro lavoro richiede un aggiornamento continuo e una forte interoperabilità tra diverse discipline. Gestire questa complessità è diventato possibile solo grazie a una profonda ristrutturazione digitale dei processi interni allo Studio».

Innovazione digitale e Intelligenza Artificiale stanno trasformando anche gli studi professionali. Come si innestano questi strumenti nel vostro metodo di lavoro?

«In BDA & Partners l’Intelligenza Artificiale e il Cloud sono pienamente integrati nei flussi quotidiani. Utilizziamo l’AI per automatizzare le attività ripetitive, l’estrazione e l’analisi massiva dei dati e il controllo di gestione di primo livello. Questo non sostituisce il professionista, ma ne esalta il ruolo, liberando tempo prezioso che possiamo dedicare interamente alla consulenza strategica e al rapporto umano con il cliente».

La tecnologia può migliorare l’efficienza, ma il rapporto umano resta centrale. Come si trova il giusto equilibrio?

«L’equilibrio si trova considerando la tecnologia come il motore e l’empatia umana come il volante. L’efficienza algoritmica ci fornisce dati precisi in tempo reale, ma l’interpretazione di quei dati, la comprensione delle paure e delle ambizioni dell’imprenditore, e la costruzione di un rapporto di fiducia sono dinamiche esclusivamente umane che nessuna macchina potrà mai replicare».

Crisi d’impresa, patrimonio e passaggio generazionale

BDA & Partners opera in ambiti molto delicati: diritto tributario, consulenza aziendale, operazioni straordinarie, crisi d’impresa, trust e passaggi generazionali. Qual è il filo conduttore che unisce tutte queste attività?

«Il filo conduttore è la tutela e la valorizzazione del patrimonio aziendale e familiare nel lungo termine. Che si tratti di strutturare un’operazione straordinaria di M&A, gestire una ristrutturazione del debito o pianificare la successione patrimoniale tramite un trust, l’obiettivo finale è sempre lo stesso: garantire la continuità aziendale, la serenità della governance e la creazione di valore sostenibile».

Quando affiancate un’impresa in una fase complessa, qual è il primo elemento che cercate di comprendere?

«La reale causa profonda della criticità e la solidità del modello di business sottostante. Molto spesso i sintomi evidenti, come una crisi di liquidità, sono solo la conseguenza di problemi strategici o di governance più profondi. Capire l’elemento scatenante e il reale grado di consapevolezza e flessibilità dell’imprenditore è il punto di partenza per impostare qualsiasi piano di risanamento o rilancio».

Si parla spesso di crisi d’impresa, adeguati assetti e controllo dei rischi. Le aziende italiane sono davvero pronte a leggere in anticipo i segnali di difficoltà?

«C’è stata un’importante evoluzione culturale, stimolata anche dalle riforme normative, ma c’è ancora molta strada da fare. Spesso gli adeguati assetti vengono percepiti dalle PMI come un mero obbligo burocratico. Il nostro compito è far capire che si tratta invece di un cruscotto di controllo fondamentale: leggere in anticipo i segnali di allerta non serve solo a evitare la crisi, ma a cogliere tempestivamente le opportunità di mercato».

Il passaggio generazionale resta uno dei temi più delicati per molte aziende familiari. Quali errori andrebbero evitati?

«L’errore principale è la procrastinazione, dettata spesso da implicazioni emotive. Il passaggio generazionale non deve essere gestito come un evento d’emergenza, ma come un processo strategico di lungo periodo. Un altro errore comune è non distinguere la sfera affettiva familiare dalla governance aziendale. Strumenti giuridici adeguati, come i patti di famiglia o i trust, servono proprio a dare regole chiare a tutela dell’impresa».

Fiscalità internazionale e nuove sfide per le imprese

In un mercato sempre più internazionale, quanto conta per uno Studio professionale avere competenze trasversali e una visione aperta oltre i confini nazionali?

«È un prerequisito fondamentale. Anche la micro o piccola impresa oggi si trova a fare i conti con filiere internazionali, e-commerce globali o normative doganali complesse. Uno studio partner deve saper dialogare con l’estero, padroneggiare la fiscalità internazionale e le dinamiche cross-border, per evitare che l’internazionalizzazione diventi un rischio anziché un fattore di crescita per il cliente».

Quali saranno, secondo voi, le sfide più importanti per imprese e professionisti nei prossimi anni?

«La velocità del cambiamento tecnologico e la gestione dei dati saranno le sfide principali, insieme alla transizione verso modelli di sostenibilità ESG. Imprese e professionisti dovranno essere estremamente agili: chi rimane ancorato a vecchi paradigmi operativi rischia l’esclusione dal mercato. La sfida comune sarà saper governare la complessità attraverso le competenze e le tecnologie digitali».

Guardando al futuro di BDA & Partners, quali sono le direttrici su cui continuerete a investire?

«Continueremo a investire sull’evoluzione dei nostri sistemi di Intelligenza Artificiale per rendere i nostri processi interni ancora più predittivi ed efficienti. Parallelamente, la direttrice principale rimarrà il capitale umano: investiremo sulla formazione continua del nostro team e sull’inserimento di giovani talenti capaci di integrare competenze economiche, giuridiche e tecnologiche».

C’è un messaggio che vorreste rivolgere agli imprenditori che cercano oggi un partner professionale affidabile?

«Consigliamo di scegliere un partner che non si limiti a guardare lo specchietto retrovisore della vostra azienda, ovvero il bilancio dell’anno passato, ma che sappia guardare insieme a voi attraverso il parabrezza, verso il futuro. Cercate un consulente che metta l’innovazione al servizio della vostra strategia e che condivida i vostri stessi valori di crescita, etica e lungimiranza».

Una conferma che guarda avanti

Il nuovo riconoscimento ottenuto da BDA & Partners tra i 100 Best in Class assume così un significato che va oltre la dimensione del premio. Racconta la continuità di un metodo, la forza di un gruppo di lavoro e la capacità di interpretare la consulenza come alleanza strategica con l’impresa.

In un contesto economico segnato da trasformazioni rapide, nuove tecnologie, mercati sempre più interconnessi e responsabilità crescenti per gli imprenditori, il valore di uno Studio professionale si misura nella capacità di unire competenza tecnica, visione e fiducia. È su questo terreno che BDA & Partners costruisce il proprio percorso: non limitandosi ad accompagnare il presente delle aziende, ma aiutandole a leggere con maggiore consapevolezza il futuro.



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